LE ORIGINI

Nostro Padre si iscrisse a “legge” (termine allora più in voga di “giurisprudenza”) con convinzione. Voleva da sempre fare l’Avvocato, influenzato, ha sempre detto, dalle gesta del grande Alfredo De Marsico.

La consapevolezza di dover iniziare dal nulla, lo spinse a frequentare, già dal secondo anno di università, un buon civilista del posto e ad assolvere gli obblighi di leva durante gli studi universitari. Discusse una tesi sull’art. 21 della Costituzione (quasi una anticipazione dei temi che avrebbero costituito un momento importante della Sua attività professionale): la lode conseguita ne facilitò l’ingresso nello studio del prof. Vincenzo Spagnuolo Vigorita, uno dei giuristi più ascoltati dell’epoca. Trasse da quella prestigiosa frequentazione le basi, senz’altro del diritto amministrativo, ma ancor più della irrinunciabile organizzazione che deve accompagnare l’Avvocato. Quella sulla quale costantemente ci richiama nei Suoi insegnamenti.

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Il nostro ingresso in Studio ha comportato l’impatto con alcune questioni nate anni prima.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 202 del 1976, segnava la fine del monopolio Rai generando un contenzioso senza precedenti. In assenza di legge, la “guerra dell’etere” veniva risolta dalla magistratura e l’allora pretore dirigente di Caserta decise il primo caso di oscuramento di trasmissioni affidato al nostro Studio. La sentenza di accoglimento in danno di quella che di lì a poco sarebbe diventata Retequattro, fu pubblicata su “Giustizia Civile” (la prestigiosa rivista curata dal prof. Mario Stella Richter) e dette inizio agli oltre 20 anni di vicende radiotelevisive che – in sede contrattuale e contenziosa – ci coinvolsero spesso al di là dei confini regionali. Tant’é che sul “Sistema Radiotelevisivo Italiano”, Papà fu invitato quale giovanissimo relatore al convegno Italo-britannico organizzato a Firenze dal British Council nel 1989. Dopo Caserta furono aperte basi a Napoli ed a Roma.

Nel ’92 scoppiava lo scandalo del “sangue infetto” gettando nello sconforto migliaia di persone che si erano sottoposte a trasfusioni. Le Sezioni Unite nel 2008 coniarono il cd “danno lungolatente” che avrebbe riaperto la speranza di un risarcimento anche per emotrasfusi ante 1970: sembrava un capitolo chiuso, eppure abbiamo curato infezioni cagionate da trasfusioni risalenti ancora al 2009.

Qualche anno dopo, Papà  difese il prof. Francesco de Franchis in un processo intentato dalla classe docente universitaria, ritenutasi diffamata dalla postfazione contenuta nel 2′ volume dell’opera enciclopedica “Law Dictionary”: un trattato giuridico destinato al mondo accademico che non risparmiava critiche ai destinatari. Ancora oggi ci parla spesso dell’arricchimento – umano prima ancora che professionale – legato agli anni di frequentazione dell’Autore, al Quale dobbiamo pure l’incremento del settore assicurativo presente in studio fin dal 1980: avendo vissuto per 20 anni a Londra (patria dei Lloyd’s), de Franchis sosteneva che le Assicurazioni rappresentassero   uno dei perni della futura società europea, e non sbagliava.

Accanto alle “compagnie” ci confrontiamo con variegate fattispecie, in tema di leasing, factoring, negozi bancari e figure societarie, ma pure su questioni di tutti i giorni (come le vicende matrimoniali, le immissioni, la proprietá o il condominio negli edifici) ovvero su tematiche specifiche come le tariffe cd “a forcella” per gli autotrasportatori dinanzi all’autorità di garanzia, o rilevanti problematiche ambientali. Piu di recente abbiamo incrementato il Diritto del Lavoro.
Svolgiamo costante attività innanzi alla Corte di Cassazione e in sede europea.

Anche la nostra è stata una scelta convinta e non indotta, pur nella consapevolezza delle crescenti difficoltà per noi Giovani: abbiamo sostenuto studi universitari e esami per l’accesso alla professione più pesanti di quelli di nostro Padre, e le condizioni dell’avvocato di oggi sono certamente più gravose di quelle di un tempo. Tuttavia la voglia di fare bene e la serietà con la quale abbiamo affrontato le nostre “tappe” costituiscono  un costante viatico per  amalgamare i preziosi insegnamenti ricevuti con l’adeguamento alle nuove realtà forensi.

Nicòl e Vincenzo del Gaiso

IL PENSIERO

L’Organizzazione alla base della Efficienza. Ruolo dei Giovani e tutela del Cliente.

L’avvocato del terzo millennio si trova spesso a dover anteporre la razionalizzazione delle risorse umane e finanziarie addirittura alla preparazione teorica dello studioso tradizionale: web, banche dati, processo telematico…

Quando in uno Studio arriva un incarico tutti dovrebbero sapere, da subito ed esattamente, come e quando fare cosa: si tratta di un concetto fin troppo ovvio, ma non sempre condiviso.

L’aspettativa presuppone menti propense alla innovazione, ed è forse anche per questo che tanti Giovani si sono formati presso di noi per poi imboccare strade diverse, alcune assai prestigiose, mentre altri hanno coltivato una collaborazione stabile con la nostra Famiglia senza tuttavia rinunciare ad una propria realtà.

Il nostro Paese detiene il record numerico delle leggi e della conseguente incertezza del concreto dettato normativo: un aggiornamento costante di norme e giurisprudenza è alla base di uno studio che si rispetti.

Il Cliente va informato al di là di preventivi e consensi, sui concreti rischi connessi ad una azione e ove possibile va dissuaso da guerriglie giudiziarie ad oltranza. Compagnie di primaria affidabilità assicurano il rischio professionale del nostro Studio.

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